La carenza iodica nelle politiche di salute pubblica 


Lo iodio è un microelemento essenziale per la sintesi degli ormoni tiroidei, tanto che i disordini da carenza di iodio o Iodine Deficiency Disorders (IDD) possono determinare gozzo, ritardo di sviluppo fisico e mentale (http://www.iccidd.org/).
I disordini da carenza di iodio sono particolarmente critici nella la donna in stato di gravidanza (un grave deficit iodico durante la gravidanza, infatti, aumenta il rischio di nati morti, di aborti spontanei e di anomalie congenite) e nei bambini in età prescolare (un deficit iodico di grado moderato-grave nei bambini correla con una compromissione della funzione intellettuale e delle capacità motorie).
Inoltre, in popolazioni con carenza iodica cronica, è dimostrata una riduzione del quoziente di intelligenza (QI) di 12,5-13,5 punti.
Il sale iodato è stato riconosciuto dalla Organizzazione Mondiale della Salute (WHO) come il modo più efficace per controllare e prevenire IDD (http://www.who.int/nutrition/publications/micronutrients/iodine_deficiency/en/).
Si fa sempre più evidente l'importanza di promuovere una integrazione iodica alimentare finalizzata a stabilizzare i depositi intratiroidei e corporei di iodio.
I dati della letteratura scientifica nazionale ed internazionale confermano una relazione positiva tra assunzione giornaliera (intake alimentare) di sale e pressione arteriosa, osservata su una larga scala di popolazione, inclusa la fascia giovanile (infanzia ed età evolutiva) (http://www.worldactiononsalt.com/)
Un eccessivo consumo di sale rappresenta un significativo fattore di rischio per ipertensione, aterosclerosi, infarto del miocardio e stroke.
Circa i tre quarti dell'apporto giornaliero di sodio proviene dal sale presente nel cibo prodotto dall'industria alimentare.
Sia WHO (http://www.who.int/mediacentre/news/notes/2013/salt_potassium_20130131/en/)
che l'High Level Group on Nutrition and Physical Activity, istituito dalla Commissione Europea (http://ec.europa.eu/health/nutrition_physical_activity/high_level_group/index_en.htm/), raccomandano una specifica restrizione del consumo del sale giornaliero: entro i 5 grammi di cloruro di sodio (NaCl) e rispettivamente di 2 grammi di sodio (Na).
Un'efficace politica pubblica della salute dovrebbe puntare su due livelli di intervento:
a) promuovere opportune norme legislative ed attività di controllo;
b) favorire un adeguato processo di formazione e informazione che coinvolga i consumatori, l'industria alimentare, i professionisti della salute pubblica, gli operatori sanitari e i rappresentati dei media.

Dott.ssa Daniela Agrimi Specialista di Endocrinologia e Malattie del Ricambio

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